Omicidio Satnam Singh: l’Osservatorio Nazionale Amianto si costituisce parte civile

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Omicidio Satnam Singh: l’Osservatorio Nazionale Amianto si costituisce parte civile

Ezio Bonanni (Presidente ONA): “Una morte con profili raccapriccianti che chiede una sentenza esemplare nei confronti dei responsabili

Chiediamo Giustizia per Satnam Singh, e che venga fermato una volta per tutte il caporalato e lo sfruttamento del lavoro che contrastano in modo forte con i nostri valori costituzionali” – lo afferma l’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, presidio fondamentale della tutela del lavoro e della salute, che si è costituito parte civile nel procedimento penale a carico di Antonello Lovato per l’omicidio del bracciante in corso nel Tribunale Penale di Latina.

Bonanni annuncia la mobilitazione dell’ONA per contribuire a sradicare le forme di caporalato e sfruttamento del lavoro che da anni si verificano nelle pianura pontina in una situazione di assoluta impotenza delle Istituzioni e di inefficacia della loro azione, che ha determinato la morte di Singh, sicuramente evitabile ove fossero stati attuati gli strumenti legali di interdizione del lavoro nero, e soprattutto della violazione delle norme antinfortunistiche.

Il caso di Satnam Singh non è isolato. In provincia di Latina si sono verificati moltissimi casi trasgressione che hanno determinato, tra l’altro, esposizioni ad amianto non cautelate e un’alta incidenza di patologie asbesto correlate e in generale di malattie professionali e infortuni sul lavoro, contro cui l’Associazione è scesa più volte in piazza nella città di Latina denunciando l’incapacità delle Istituzioni a interdire sia il caporalato sia lo sfruttamento lasciando abbandonati e soli i lavoratori alla mercè dei loro sfruttatori. La morte di Singh, causata da omissione di soccorso dopo un gravissimo infortunio sul lavoro ha “profili raccapriccianti e chiede che venga emessa una sentenza esemplare nei confronti dei responsabili”, sottolinea Bonanni, che ricorda: “l’uomo morì per lo shock emorragico dopo che, secondo il capo di imputazione, sarebbe stato abbandonato agonizzante senza ricevere tempestivi soccorsi”.  Secondo il capo di imputazione – precisa attonito – “Antonello Lovato, figlio di Renzo, datore di lavoro di Singh, lo avrebbe caricato mutilato nel suo furgone e l’avrebbe poi abbandonarlo agonizzante nei pressi della sua abitazione insieme ad una cassetta contenente l’arto mozzato e si sarebbe dato alla fine alla fuga. Un comportamento inaccettabile in un Paese civile”.

L’ONA attraverso il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it invita tutti coloro che fossero vittima di caporalato e di sfruttamento a fare segnalazioni, anche in maniera anonima, per consentire all’associazione di intervenire con un esposto/denuncia alla Procura della Repubblica.