Il doggy bag per combattere la crisi

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Il doggy bag per combattere la crisi

doggy bagdi Valentina Carboni

La nuova “moda” dei ristoranti Usa? Il doggy bag che consiste nel portare a casa il cibo avanzato a cena. Quante volte è capitato di ordinare piatti che dopo lunga attesa non avete più voglia di mangiare, o di ordinare una bottiglia cara di vino e non riuscire a finirla? Il cibo che avanza nei ristoranti e quello scaduto nei supermercati viene gettato nell’immondizia. Uno spreco, no? Secondo un documento allarmante redatto negli Stati Uniti, 1/3 del cibo prodotto per il consumo va nel cestino. Invece uno studio del 2011 della Federazione spagnola, ha verificato che i ristoranti (spagnoli) gettano via 63 milioni di ton di cibo ogni anno, pari ad un costo di 255 milioni di euro. Non dovremmo forse perdere meno alimenti per tentar che la ripartizione mondiale del cibo sia più equa? La legge sulla donazione di alimenti dovrebbe essere più flessibile, perchè negli Stati “civilizzati” ci sono milioni di senzatetto che cercano e mangiano cibo della spazzatura e ciò implica un’infinità di malattie, la loro diffusione e quindi l’aumento dell’assistenza medica. Visto che di cibo ce n’è per tutti, non sarebbe più logico che i centri di accoglienza ricevessero più cibo? Con questi dati anche il governo britannico ha pensato a una riforma per evitare tanto spreco solo per la paura della gente nell’ingerire cibo “scaduto”. Per questo si pretende modificare il regolamento sulla data di scadenza, eliminando la scritta “consumare preferibilmente”. La data di scadenza non indica che un cibo è nocivo per la salute, ma bensì che non mantiene il 100% delle sue proprietà, come il sapore o la consistenza.